Gli ultimi degli ultimi: Il quinto stato

Tutti conosciamo “Il quarto stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo
Il celebre dipinto (che mi sono permesso di reinterpretare in chiave ironica qui) rappresenta i lavoratori della classe sociale più bassa, in corteo per rivendicare i propri diritti.
Il termine “Quarto stato” era stato coniato durante la Rivoluzione Francese per indicare lo strato più basso della società.

“Il quinto stato” è il termine provocatorio che Ferdinando Camon usa per indicare uno strato sociale che si pone ancor più sotto rispetto la classe più bassa.
La condizione miserabile dei contadini veneti, immersi nella più profonda ignoranza viene raccontata con le parole e il linguaggio di un appartenente a questa condizione. Ed è stupefacente il risultato ottenuto.
Pensieri che cercano di uscire dalla grettezza di una condiziona atavica con le sole forze date dalla volontà di emergere dallo stato di ultimi degli ultimi.
È fantastico imbattersi in pagine dove non vi è un punto o una virgola, proprio come il discorso di un contadino logorroico.
È un’esperienza di lettura che esula da ogni paragone. Perciò, unico.

Dalla quarta di copertina di un’edizione tascabile de “Il quinto stato” di Ferdinando Camon